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È APERTO IL BANDO PER PARTECIPARE A  NIENTETRUCCHI - L'ANNO DEL ROMANZO:  DALL'IDEA ALLA STESURA FINALE.

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La nostra filosofia PDF Stampa E-mail
Scrivere racconti è un’azione che ha motivazioni ricche, complesse, polivalenti. Questa consapevolezza ci ha guidato nel pensare NIENTETRUCCHI.
Lo abbiamo voluto un percorso ricco, articolato, profondo, complesso ma non complicato. Un percorso anche giocoso, uno di quei giochi seri come è la letteratura. 
Un percorso, comunque, che parte dal livello base, dal “grado zero” della scrittura, e non è rivolto agli addetti ai lavori, ma a tutte le persone che amano scrivere. 
 
Il nome arriva dal testo di Raymond Carver Niente trucchi da quattro soldi: consigli per scrivere onestamente (2002). Un omaggio allo scrittore statunitense e alla sua concezione della scrittura narrativa come una pratica che esige attenzione e cura nei confronti dei minimi dettagli del reale. Ne Il mestiere di scrivere, Carver esalta la funzione dello sguardo: 
 
“Uno scrittore che ha una sua maniera particolare di guardare le cose e riesce dare espressione artistica alla sua maniera di guardare le cose, è uno scrittore che durerà un pezzo. Il talento è il dono di vedere tutto quello che tutti hanno visto, ma vederlo in modo più chiaro, da ogni lato. A costo di sembrare sciocco, uno scrittore a volte deve essere capace di rimanere a bocca aperta davanti a qualcosa, qualsiasi cosa  - un tramonto o una scarpa vecchia – colpito da uno stupore semplicemente assoluto”.
 
Ci siamo riferiti a Carver, ma la stessa idea  - che per scrivere narrativa siano fondamentali l’attenzione, la meraviglia, la de-automatizzazione dello sguardo e l’affinamento delle facoltà percettive, la cura del dettaglio, la concretezza, l’indugiare sulle pieghe minime della realtà – è presente in modo più o meno esplicito in tutti i grandi maestri della narrativa, è un cardine delle teorizzazioni dei formalisti russi (cfr. Sklovskij, L’arte come artificio, 1917), ed è uno dei fili rossi di cui sarà intessuto NIENTETRUCCHI
Infatti, il percorso non si prefigge di  “insegnare a diventare scrittori” o di aiutare a pubblicare e diventare famosi, così come un corso di pittura non promette che gli allievi, terminata la scuola, saranno pittori o venderanno quadri. Indicheremo, invece, strade possibili per dare forma all’immaginazione narrativa, nella convinzione che scrivere racconti sia un atto generativo, capace di fondare mondi nuovi, di ricomporre i pezzi in tessitura, di disciplinare il caos traendo trame dal magma degli eventi in cui siamo immersi. 
Per essere davvero fecondo e creativo, l’atto narrativo deve partire dalla capacità di sentire, di percepire, come dice James Hillman (L’anima del mondo e il pensiero del cuore, 2002):
”L’atto di percepire il mondo con i sensi e l’atto di immaginare il mondo non sono separati. Per percepire in modo penetrante dobbiamo immaginare e per immaginare in modo accurato dobbiamo percepire con i sensi”.   
O, per dirla con la straordinaria scrittrice americana Flannery ‘O Connor (Il territorio del diavolo, 2003), 
“La caratteristica principale della narrativa è quella d’affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare e toccare. Lo scrittore di narrativa inizia laddove inizia la percezione umana, agisce attraverso i sensi, e sui sensi non si può agire con delle astrazioni. La narrativa riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo polvere, dunque, avverte Flannery,  “se disdegnate di impolverarvi, non dovreste tentare di scrivere narrativa”. 
L’attenzione va ridestata non soltanto verso la realtà, ma anche verso la lingua e i suoi suoni, verso la materia di cui è fatta la scrittura, anzi, le scritture, perché ognuna ha una diversa stoffa, una grana e una filigrana particolari, un corpo. 
Forniremo, quindi, strumenti per accrescere la consapevolezza sia su ciò che ci accade intorno (impareremo a percepirlo in modo nuovo), sia su ciò che  leggiamo e scriviamo, per imparare a diventare più attenti,critici, capaci di migliorare i nostri testi e valutarne la congruenza fra intenzioni e risultati, la coerenza del punto di vista e della lingua utilizzata, il ritmo, lo sviluppo, la costruzione della trama e dei personaggi, l’originalità, la chiarezza, la completezza, la pulizia, l’efficacia delle descrizioni, dei dialoghi, delle soluzioni narrative.
Sarà una continua ricerca della propria voce, senza imposizioni e forme precostituite o mode stilistiche cui adeguarsi. Piuttosto, verranno forniti strumenti per individuare il proprio stile, perfezionarlo, padroneggiarlo con crescente naturalezza.