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È APERTO IL BANDO PER PARTECIPARE A  NIENTETRUCCHI - L'ANNO DEL ROMANZO:  DALL'IDEA ALLA STESURA FINALE.

di Francesco Romeo

CORSI DI SCRITTURA: SOTTO PROCESSO  
Da qualche parte e da molto tempo ormai una giuria (molto popolare) sta ponderando le sue conclusioni. Avrei voluto partecipare al dibattimento, che però si è forse tenuto in una stanza in fondo a un corridoio di imprecisata lunghezza e dopo tante altre stanze, così tante che forse non era possibile raggiungerla, almeno per noi Josef K. del 2010. Nelle more del giudizio, azzardo qualche riflessione, qualche flessione addominale che si ripete sul pavimento lucido di chiesa del tribunale ufficiale delle cose della cultura .

 Del resto, non ero l’unico assente, il processo si è svolto in contumacia: i corsi di scrittura non c’erano (giudici e giurati li hanno mai visti?). Anzi, era l’ubiqua scrittura a non esserci e tra gli altri luoghi in cui si trovava, di certo si trovava nei buoni corsi di scrittura. Qui era ed è presente in due modi: indossa innanzitutto gli abiti eleganti ageminati di perle dei libri fatti e consacrati di cui si leggono brani o passaggi o interi racconti (nei corsi di scrittura si legge! Notizia questa di cui i volenterosi giudici popolari e non forse non sono stati edotti); vestono poi gli indumenti umili della scrittura che si fa, si tenta, si ritenta, si rifà (il trucco senza trucchi). 

Se fossi stato il difensore di quel processo avrei avuto forse il pudore estetico di non produrre, in quanto troppo ovvie, prove come quella relativa al numero di scrittori formidabili americani e non solo usciti dalle scuole di scritture o ivi impegnati come docenti, così come avrei avuto imbarazzo a chiamare a deporre testi a favore di eccelsa attendibilità come B.Malamud o F.O’Connor o O’Neill e tanti altri, avrei piuttosto detto che nei corsi di scrittura che si rispettino si parla con intelligenza di una delle cose prerogative dell’intelligenza, delle parole e delle frasi, con i loro fasti e il loro infausto, e delle immagini e delle storie; avrei continuato dicendo che uno dei compiti fondamentali di un corso di scrittura, l’affinamento della competenza linguistica, condizione non sufficiente ma certo necessaria allo scrittore, è facoltà che si acquista e si acquista spesso meglio con una buona guida rettificatrice e ottimi modelli offerti con metodo; infine, che i corsi di scrittura sono al di là di tutto un’occasione di esperienza intellettuale e culturale e di esercizio del buon gusto da fare insieme ad altre persone che hanno come minimo la stessa passione e nel migliore dei casi una stessa vocazione. 
Quanto alle controdeduzioni, avrei invece replicato alla inevitabile obiezione e al ritornello un po’ noioso sul talento intrasmissibile dello scrittore, che in primo luogo non cambia nulla di quello detto sopra anche se questa idea fosse completamente vera, e che peraltro secondo me (oso io turbare l’universo?) questa idea non è completamente vera: dando per scontato che per essere uno scrittore di valore servano sensibilità, intuito, visione, sono convinto che, soprattutto nel caso della narrativa, servono anche rigore e costanza nell’esercizio, precisione verbale e destrezza sintattica, perizia nella organizzazione del materiale, sapienza nell’uso dei procedimenti tecnici, e più di tutto: la capacità metaforica e la volontà di scrivere. Tutti elementi, questi, che un corso di scrittura aiuta a potenziare e alimenta e disciplina e sobilla. 
Ma poi, signori giurati, non è forse opinione condivisa che scrittura è spogliare, sfrondare, ridurre, eliminare e tutti gli altri bei vocaboli del nostro patrimonio lessicale sul tema del togliere? Io ne sono convinto, pur precisando che l’arte del togliere non va disunita da quella dell’aggiungere (come l’umiltà è poca cosa se non è controcanto di una delicata autostima) e che piuttosto trattasi di un compito di rarefazione, di purificazione, di attracco al destino nudo e crudo del linguaggio preveggente e significante e battesimale; e cosa meglio della funzione “negativa” (indicare cioè cosa non va, quali trappole evitare) di un docente di scrittura? Certo è che il talento del docente è ciò che tiene il timone dei corsi di scrittura: i corsi non sono navi-fantasma. Casomai sono navi che ospitano coraggiosamente i nobili fantasmi degli scrittori trascorsi e in loro compagnia tutti i partecipanti stanno allegramente insieme e al loro cospetto scrivono.